Dignity
Dicembre 16, 2009Lettera di Pierre per i mercatini di Natale
Dicembre 11, 2009Ogni volta che mi domandano di dire qualcosa sul progetto PPA, non so cosa dire oppure ho troppo da dire. Cominciare dalla storia del PPA iniziato con 20 bimbi e che ora ne ha più di cento? Parlare dei ragazzi e degli adulti che si donano a cuore aperto per aiutare questi bambini a essere utili alla loro società? Parlare dei bambini stessi? Parlare di questo o di quello? Tutto è buono per parlarne
Dato che sono con Lwekya Kindo, uno dei ragazzi del PPA, pongo la domanda a lui:
Testimonianza di Lwekya Kindo (adolescente rimasto orfano da bambino e sostenuto da una famiglia congolese grazie al PPA) – “C’è molto da dire, devo ringraziare il Signore, perché avevo iniziato la scuola normalmente come tutti i bambini di famiglie stabili, ma in terza elementare, le cose sono andate male e rimasto orfano, non sapevo più cosa fare, il mio posto non era più a scuola ma nella strada, in quanto venivo espulso ogni giorno perché non pagavo le rette scolastiche e nessuno si occupava né si preoccupava per me. Ma da quando è intervenuto il PPA, non penso più che sono solo e che ho perso i miei. Sa, gli amici a scuola hanno entrambi i genitori e vengono espulsi perché non pagano le rette o non hanno il materiale scolastico; ma per quanto mi riguarda, questo non è più un problema. Quando ero bambino, in terza, quarta e quinta elementare, non immaginavo la grandezza e la grazia che avevo ricevuto di appartenere al PPA, ma oggi che sono in terza superiore, non riesco ancora a crederci e mi mancano le parole per ringraziare e rendere gloria a Dio perché non so cos’ho fatto per meritare tutto ciò che il PPA ha fatto per me. Non potrò mai ringraziare abbastanza e fare un favore alla PPA paragonabile con ciò che ottengo, ma so che Dio ricompenserà tutti gli amici italiani per tutto quello che fanno per noi. Anche la famiglia -che fa parte del PPA- e dove vivo con il mio fratellino se continua a sostenerci, a darci un alloggio è perché sanno che ci sono delle persone in buona fede che si occupano di noi, della nostra scolarità, delle cure mediche ecc., sennò non ce la farebbero.
Grazie al PPA, non ci sentiamo orfani né spaesati, siamo integrati sia a scuola che nel quartiere con gli amici. Le parole non bastano per esprimere ciò che provo!
Grazie per le vostre azioni umanitarie, grazie a voi, noi possiamo studiare come gli altri bambini. Che Dio vi benedica…”
Pierre Lokeka: -“Personalmente, posso solo aggiungere che l’azione che stiamo facendo, penso sia l’azione che ci raccomanda il nostro Gesù, di amarci gli uni gli altri, non c’è amore più grande della vostra testimonianza di aiutare qualcuno che non sia tuo fratello carnale, né appartenga al tuo territorio o alla tua tribù. Credo stiamo creando un mondo giusto, un mondo più umano, dando un’opportunità a tutti.
Ci sono quei ragazzi del PPA che adesso sono cresciuti e sono alle superiori, bisogna vedere la grandezza dell’amore che hanno nei confronti degli altri bambini del PPA, l’educazione e la gentilezza che dimostrano. Invece prima erano selvaggi, bambini di strada, ora si comportano con responsabilità. A volte, lo faccio apposta: dò loro i soldi per pagare la scuola e il giorno dopo il ragazzo torna da me per farmi vedere la ricevuta dell’avvenuto pagamento. Mandi un ragazzo a trovare un bambino per conoscere il suo problema e il giorno dopo ti viene a informare. Fanno tutto ciò senza reticenza, anzi lo fanno con amore e questo mi rende fiero e orgoglioso anche per il fatto che stiamo facendo del bene non solo a questi bambini ma anche alla nazione congolese e all’intera umanità.
Per i giovani che costruiscono oggetti da vendere per Natale, mettetevi in testa che non costruite semplicemente“cose” da vendere, ma state costruendo un mondo più umano attraverso bambini abbandonati all’oscurità che voi riportate alla luce. Siccome si dice che “non c’è miglior investimento che investire nella scolarizzazione dei bambini”, l’avvenire è nelle mani di questi bambini che oggi formiamo.
Per le persone che acquistano oggetti venduti, non acquistano semplicemente degli oggetti, ma il loro denaro serve a dare una via di uscita a quei bambini che si trovano in un abisso o in una piramide.
E per tutte quelle persone che si danno anima e corpo per la vendita, la sensibilizzazione e l’adozione di questi bambini, diciamo come dice la Bibbia che siete dei Beati in quanto vi occupate di coloro i quali sono nel bisogno. Ricordatevi della Beatitudine nella Bibbia.
Un ringraziamento va ai genitori che decidono di adottare questi bambini, in quanto ridonate loro l’affetto famigliare che credevano aver perso. Questi bimbi non sono più orfani, ma hanno dei genitori, delle sorelle, dei fratelli che siete voi per loro.
La sensibilità che dimostrate ogni volta che vi si presenta il caso di un bambini ammalato o in difficoltà, il modo in cui Elisa ci formula le sue domande con grande interesse, dimostra che i problemi di questi bambini vi coinvolgono.
Per Maria Teresa Dall’Osso, Don Beppe, gli insegnanti del liceo e gli amici di Dan Giacomo, non abbiamo le parole per ringraziarvi per il vostro lavoro educativo con gli alunni del Liceo per portare a buon fine questo progetto del PPA. Sappiate che siete un Buon esempio per noi e che siete più utili di quanto possiate immaginare per questo mondo e che grazie a voi, siamo considerati come esseri umani. In poche parole, voi portate la Parola di Dio attraverso le vostre azioni.
Grazie a tutti e insieme siamo più che vincitori.
Pierre LOKEKA – Coordinatore Centro Kitumaini
Traduzione a cura della VC Scientifico e della prof. Dina Rossi.
Arrestati due leader radicali hutu «Responsabili di stupri e crimini»
Novembre 19, 2009Ignace Murwanashyka e il suo vice in manette in Germania. Erano a capo della guerriglia ruandese.
Per leggere l’articolo del Corriere della Sera, clicca qui
Ultime notizie
Novembre 18, 2009Queste sono le ultime notizie giunte dai nostri amici a Bukavu :
Una donna di Kavumu è stata violentata, ma l’ha tenuto nascosto al marito. Dopo il terzo aborto il marito l’ha cacciata di casa. Ha ammesso che è stata violentata ed è andata dall’associazione di Kavumu. Fortunatamente una delle donne che è stata curata ed ora sta bene e può lavorare grazie agli aiuti ricevuti dal Centro Kitumaini e dall’ssociazione l’ha accolta a casa sua.
Madre e figlia 14enne sono state violentate e il padre ferito a fucilate. Nella fuga dal villaggio alla città il padre è morto. La madre è tornata al villaggio per seppellirlo e la figlia ha proseguito verso Bukavu ed è andata direttamente al centro Kitumaini per chiedere aiuto.
A fronte delle grandi necessità di cure per le donne, stanno pensando di organizzarsi per poter provvedere alle cure di base al centro Malkia Wa Amani. Tutte le donne al momento vengono portate all’ospedale di Panzi, che resta al momento l’unico a poter fare gli intervento (gratuti), ma che a fronte di numerose richieste, ha tempi d’attesa molto lunghi. Si riesce a provvedere ai casi più urgenti ma poi i pazienti non vengono seguiti nelle fasi successive. La proposta è di attrezzarsi per le prime visite e le medicazioni al Malkia Wa Amani e visite di controllo successive da parte di persone del gruppo. Proprio per questo necessitano di acquistare medicinali.
Come potete leggere, i casi di violenze continuano ad esserci ma è davvero incredibile come il centro Kitumaini e Malkia Wa Amani stanno diventando sempre più un punto di riferimento per le persone, soprattutto, donne del posto. E’ inoltre importantissimo come tutti quanti cerchino di provvedere e collaborare nelle varie vicissitudini che si presentano giornalmente. Questo è davvero un sintomo di unione e speranza!!!
Landry e la rete
Novembre 15, 2009…il seguito alla domanda aperta lanciata sul blog poco più di una settimana fa per vedere come fare a contribuire ad aiutare Pierre e i ragazzi a reperire medicinali per Landry
dall’inizio
la richiesta di aiuto è partita da Pierre (Bukavu)
è arrivata a noi (Imola) che l’abbiamo trasferita sul blog e diffusa via mail
Aldo (Bologna) ha letto la richiesta e ha suggerito di chiedere aiuto al centro ustioni di Cesena
Beatrice (San Marino) che lavora all’Ospedale di Cesena è andata a parlare con il primario del reparto ustioni
che è stato disponibilissimo e, dopo aver visto le immagini di Landry e valutato la gravità delle sue ustioni
ha suggerito le cure più appropriate e, proprio oggi, ha comunicato a Beatrice, tramite la caposala,
che è pronto in ospedale un pacco con le medicine
la fortuna vuole che Padre Querzani, Missionario a Bukavu, venga in Italia in questi giorni per accompagnare un confratello
coglieremo l’occasione per chiedergli di portare con sè il pacco al suo ritorno
mi sembra una cosa straordinaria!
WOMEN ARE HEROES
Novembre 6, 2009La violenza alle donne in tempo di guerra, è successo anche a Bukavu, ha l’obbiettivo di annientarle come persone, e con esse, il legante del tessuto sociale.
In Kenia, Soudan, Sierra-Leone, Liberia, le violenze subite dalle donne durante i conflitti armati africani sono l’espressione più estrema di discriminazione della quale sono vittime in tempo di pace.
Andando a incontrarle, JR testimonia la loro forza, il loro coraggio: vivere prima, per esistere poi.
Per vedere l’estratto del film, clicca qui , poi video, poi play
incontro con i ragazzi dei licei di Imola
Novembre 4, 2009La settimana scorsa sono iniziati gli incontri con i ragazzi del polo liceale di Imola.
Sono momenti importanti per far conoscere la realtà di Bukavu e appassionare gli studenti che durante il corso dell’anno sono coinvolti direttamente nelle attività per finanziare il progetto PPA (progetto di adozioni scolastiche a distanza).
sono al liceo classico e approfitto della connessione internet e della pausa tra un una classe e l’altra per raccontarvi l’incontro appena finito.
classe IVB, ragazzi con sguardi vivaci
gli racconto di bukavu, in particolare delle persone che abbiamo incontrato,
gli chiedo se hanno partecipato ai calendari e gli racconto di quando sono stata la prima volta a bukavu, nel 2005
di quanto è stato importante il calendario per spiegare alle scuole che il progetto è portato avanti grazie a ragazzi di Imola che si danno da fare, dedicano il loro tempo ad un progetto in cui credono, ci mettono il cuore.
Grazie ai calendari noi stessi, viaggiatori occidentali, ci siamo trasformati in persone agli occhi di quegli insegnanti.
alla fine dell’incontro ho chiesto se qualcuno aveva domande, e un ragazzo me ne ha fatta una:
“Cosa posso fare ora per questo progetto?”
Non nascondo che mi ha fatto un immenso piacere
Calendario
Novembre 2, 2009Ciao a tutti, come ogni anno questo è il periodo del calendario delle scuole superiori di Imola. Il calendario viene realizzato interamente dagli studenti, dalla scelta del tema, dalla scenografia, dai costumi, dalla stampa…insomma un lavoro impegnativo al quale bisogna dedicare molto tempo. Prima di tutto è un’ottima occasione per gli studenti stessi per conoscersi meglio, per mettersi alla prova e per divertirsi e secondo, non meno importante, il ricavato dalla vendita del calendario (e parlo di cifre alte!!!) è completamente devoluto al progetto PPA.
Colgo dunque l’occasione per invitare tutti quanti alla PRESENTAZIONE del calendario sabato 5 dicembre sotto il centro cittadino a Imola dalle 16.30-19. Consiglio a tutti di essere presenti perchè è proprio in questa occasione che si vede tutto l’impegno e la gioia degli studenti per creare il calendario; non dico questo tanto per dire o per convincere qualcuno ma per esperienza vissuta sulla mia pelle.
Grazie a tutti.
Landry_aggiornamenti
Ottobre 27, 2009La situazione di Landry migliora.
C’è stata un’evoluzione significativa a livello del viso, meno per quanto riguarda il torace perchè le bruciature sono profonde.
Questo gli causa febbre alta fino a 40°; i medici stimano che ci vorrà un mese per guarire. Il padre, che ho sentito al telefono domenica mattina, inizialmente era scoraggiato, ora vedendosi attorniato dai ragazzi del PPA che gli danno sostegno sia nella ricerca delle medicine che come presenza fraterna, ha ritrovato il sorriso.
I ragazzi continuano a darsi da fare per andarlo a trovare, ma come mi ha spiegato meglio Pierre non è facile; dal centro Malkia sono circa 11 km, di cui 4, fino a Bagira, si fanno con il bus, gli altri a piedi (e 7km a Bukavu si fanno sentire). Pierre in questo momento è impegnatissimo anche con le altre attività; Eloi, Baby, Aimée, Dede gli stanno dando un forte sostegno.
ora una domanda aperta: riusciamo a dargli una mano per reperire medicine? abbiamo contatti con la croce rossa presente a Bukavu? Padre Querzani potrebbe darci un sostegno con il suo dispensario?
Landry_aggiornamenti
Ottobre 25, 2009ho sentito al telefono Pierre e il padre di Landry
la situazione migliora, Landry ha ripreso a mangiare e parlare. Pierre e i ragazzi del PPA di Bukavu si stanno dando il cambio per cercare di fargli visita almeno una volta al giorno
Oltre a questo si stanno dando da fare per torvare medicinali specifici per le bruciature; i centri sanitari, compreso quello in cui è ricoverato Landry, hanno solo medicinali per le malattie più diffuse (es. malaria).
Forza!!!!

Pubblicato da imolabukavu
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