Congo, milize Mai-Mai liberano 85 bambini soldato

febbraio 4, 2009

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L’Unicef spera di riuscire a ottenere la liberazione di almeno 1.500 bambini
“Un totale di 85 bambini dai 7 ai 17 anni sono stati liberati nei giorni scorsi dalle milizie Mai-mai”, ha annunciato Veronique Taveau, portavoce dell’Unicef.

La liberazione è avvenuta nella zona del Nord Kivu, regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, teatro di sanguinosi scontri tra esercito governativo e milizie ribelli. La liberazione degli 85 bambini è avvenuta gradualmente: “Un primo gruppo di 65 minorenni, tra i quali due bambine, sono stati liberati giovedì. Altri 20, tra i quali tre bambine, sono stati liberati domenica. Tutti erano affamati, traumatizzati e spaventati” e adesso sono stati trasferiti a Goma, presso un centro di smobilitazione dell’Unicef. E’ partita la ricerca dei familiari dei bambini liberati, ma la Taveau ha sottolineato che si tratterà di un “processo lungo e lento”. L’azione dell’Unicef per ottenere la liberazione di altri bambini soldato andrà avanti: “Speriamo di poter ottenere la liberazione di un numero significativo, circa 1.500 bambini”. Le stime ufficiali delle Nazioni Unite parlano di almeno duemila bambini in mano alle milizie nel Nord Kivu.


Congo, la guerra dei soldati-bambini. All’Aja Lubanga si dice “non colpevole”

gennaio 28, 2009

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L’AJA (26 gennaio) - Si è dichiarato non colpevole Thomas Lubanga, il signore della guerra della Repubblica popolare del Congo, sotto processo all’Aja per avere arruolato un esercito di bimbi soldato durante i cinque anni di guerra civile, tra il 1998 ed il 2003. Nell’apertura del primo processo di fronte al Tribunale penale internazionale, il procuratore Luis Moreno Ocampo ha accusato l’ex leader dell’Unione dei patrioti congolesi (Upc) di aver costretto centinaia di bambini ad «uccidere, razziare e stuprare» gli appartenenti ai gruppi etnici rivali.
 
Bambini tra i 9 e 15 anni che «ancora pagano le conseguenze» di quell’inferno di violenza in cui sono stati costretti a vivere dopo essere stati rapiti alle loro famiglie e mandati nei 10 campi di addestramento delle milizie di Lubanga. I ragazzi che cercavano di fuggire venivano picchiati a morte di fronte ai loro compagni ed i miliziani costringevano i bambini ad uccidere le ragazze che si rifiutavano di avere rapporti sessuali con loro.

«Non possono dimenticare quello che hanno subito, quello che hanno visto, quello che hanno fatto» ha detto ancora Moreno Campo. Alcuni questi ex bambini soldato saranno chiamati durante il processo sul banco dei testimoni. Arrestato a Kinshasa nel 2005, Lubanga, che ha 48 anni, è detenuto dal Tribunale penale internazionale dal marzo del 2006.


Si è aperto il primo processo per aver arruolato bambini-soldato in Congo

gennaio 26, 2009

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L’AIA – Alla Corte penale internazionale (Cpi) si è aperto lunedì il processo a Thomas Lubanga, capo di una milizia del Congo accusato di aver utilizzato bambini-soldato per massacrare una tribù rivale. Lubanga, fondatore e leader dell’Unione patriottica congolese (Upc) nel distretto di Ituri, è il primo a essere processato per questo tipo di crimine.

SCONTRI HEMA-LENDU – Lubanga nega di aver costretto minori di 15 anni a uccidere membri dell’etnia lendu durante la guerra in Congo dal 1998 al 2003. I pubblici ministeri della Cpi sostengono che bambini-soldato, reclutati dall’Upc, siano stati invece coinvolti nelle ostilità tra settembre 2002 e il agosto 2003 e che alcuni di loro siano stati costretti a uccidere i rivali o a essere a loro volta eliminati. Per Bukeni Waruzi, coordinatore in Africa centro-orientale del gruppo per i diritti umani Witness, oltre 30 mila bambini hanno partecipato al conflitto, molti di loro erano stati drogati per commettere i crimini. Le violenze etniche nella regione dell’Ituri tra gli hema e i lendu e le lotte tra milizie rivali per il controllo delle risorse naturali (in particolare le miniere d’oro) hanno ucciso oltre 60 mila persone dal 1999 olter ad aver provocato centinaia di migliaia di rifugiati. Lubanga, 48 anni, è stato consegnato alla Cpi nel 2006.


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