Rose in Blues

febbraio 25, 2012

Una serata di beneficenza per il sostegno alle donne violentate in Congo, in occasione della festa della donna.

Il 9 marzo si svolgerà una cena a buffet da Prestige a Imola seguita da un intrattenimento musicale,

… dall’aperitivo al dolce con l’accompagnamento musicale del duo Low Budget Orchestra, a seguire concerto dei Petalo Blues e guest star

Il ricavato della serata sarà destinato alle cure e al sostegno delle donne violentate di Bukavu (Congo)

Per informazioni: Elena 328 0028668


15/10/2010 – ‘VITTIME ROSA’

ottobre 15, 2010

Grazie a tutti per la conferenza di ieri sera!

Vogliamo condividere il messaggio che ci hanno mandato le associazioni di donne violentate per essere con noi in questa occasione, che riassume la grandezza dei frutti di questa amicizia tra imola e bukavu, che continuano a crescere, e della speranza che ci spinge ad andare avanti.

Mot des Associations

Buonasera,

La nostra gioia è stata grande apprendendo che siete riuniti in questa sala conferenze per parlare di noi. Siamo molto emozionate perché quando qualcuno pensa a un altro gli vuole bene. A oggi sono 2 anni che non cessate di sorprenderci di giorno in giorno con il vostro sostegno, avete superato le distanze la razza la cultura per venire in nostro aiuto, i vostri gesti sono segni forti dell’amore che Cristo ci ha insegnato e che le persone possono metterlo in pratica.

Noi siamo fiere e possiamo ancora alzare la testa, nonostante gente maleintenzionata volesse curvarla utilizzando l’arma della violenza. Possiamo rialzarci perché abbiamo delle persone a fianco che ci aiutano ad uscire da questo baratro. Buona parte di noi ricomincia a partecipare alla vita della società grazie a voi attraverso l’agricoltura, il piccolo commercio, etc.

Non sappiamo come ringraziarvi poiché le cure che ci aiutate ad ottenere sono salute per ognuna di noi, in un modo di cui non potete rendervi conto. Senza queste cure molte di noi sarebbero già morte.

Grazie al senatore Bersani, a san giacomo e a tutti gli altri che ci stanno aiutando.

Diciamo grazie a voi presenti in questa sala, che nonostante tutti i vostri mille impegni e preoccupazioni, avete accettato di lasciare tutto per una sera per venire ad ascoltare le nostre storie e le nostre vite, la vostra presenza in questa sala è un segno di speranza e di incoraggiamento per noi, perchè c’è gente che pensa a noi.

Grazie a tutti quelli che da lontano o vicino a noi ci aiutano.

Grazie e che Dio vi benedica.

Le associazioni di Miti, Kavumu, Katana e Kashusha


Per contribuire alle cure mediche e all’acquisto dell’ambulanza
è possibile effettuare un versamento a:
Banca Popolare di Lodi, Agenzia 1, Imola
Intestato a: Associazione S. Giacomo c\Gruppo Missioni
CODICE IBAN: IT52 D 05164 21001 000000258671
causale: Donazione  –cognome di chi versa– per donne violentate

Oratorio di San Giacomo, Piazza Abate Ferri 3 — Tel. 0542-31556


Un aiuto per le donne di Bukavu

aprile 17, 2010

questo è l’articolo pubblicato da sabatoseraonline relativo al centro Kitumaini

Le donne di Bukavu, in Congo, donne violentate, massacrate, donne vittime di una guerra altrui, chiedono aiuto. Il Centro Kitumaini di Bukavu assieme all’Oratorio di San Giacomo di Imola e a Pace Adesso di Bologna da qualche anno cerca di rispondere alle loro richieste.
Dal 2004, data in cui è nata la collaborazione tra questi tre gruppi, il Centro Kitumaini è riuscito ad attivare numerosi progetti, dagli stage in Italia, ai finanziamenti con il microcredito che hanno permesso, tra l’altro, di far costruire un centro maternità nella città di Bukavu, fino ad allora sprovvista.
Il contesto è in parte noto. Lo stupro in Congo viene utilizzato come strumento di guerra in un Paese dove ufficialmente la guerra non c’è più; in compenso ci sono bande armate di diverse etnie e un contingente ONU di 20mila militari. Diamanti e coltan giustificano la presenza degli uni e degli altri. E poi ci sono i civili, che ne pagano le conseguenze. Nel 2006, solo nella città di Kivu, sono state registrati 27 mila casi di violenza sessuale. Le Nazioni Unite, che hanno destinato 56 milioni di dollari per un piano d’azione specifico, calcolano che dall’inizio del conflitto, nel 1996, sono stati registrati 200mila casi di violenza sessuale, per una media di 40 casi al giorno.
I bersagli di queste violenze sono prevalentemente donne dai cinque anni in su; anche se è un fenomeno decisamente minoritario, gli uomini non ne sono immuni. Spesso, gruppi di cinque o sei militari costringono le vittime ad avere rapporti sessuali davanti ai loro mariti utilizzando mitra, coltelli e quant’altro capiti a tiro per penetrarle.
Il supporto che il Centro Kitumaini offre alle vittime riguarda principalmente l’assistenza medica. Quando non muoiono, le donne riportano lesioni gravi, perdite di sangue che durano svariati mesi, a volte perdono l’utero e la possibilità di procreare, spesso contraggono malattie infettive, prima fra tutte l’AIDS, che poi trasmettono ai mariti. A Bukavu manca una struttura adatta a curare queste donne ma l’ospedale più vicino, quello di Panzi, fornisce un servizio di assistenza gratuito per le vittime di violenza sessuale. Il Centro Kitumaini procura cibo e vestiti per le donne violentate e le accompagna attraverso i 20 interminabili chilometri di strada sterrata piena di buche che separano Bukavu da Panzi. Saltuariamente, poi, alcuni volontari si recano nelle case delle vittime per accertarsi del loro stato di salute e, quando possibile, per sopperire ad alcuni bisogni.
Ma, alle conseguenze fisiche di uno stupro vanno sommate quelle sociali. Una vittima di violenza non viene rispettata, rischia di essere espulsa dalla comunità e dalla sua famiglia, soprattutto se in seguito alla violenza non riesce più ad avere figli. Per questo il campo del Centro Kitumaini nel 2006 ha un valore fondamentale. Attraverso l’attività nei campi, una volta riacquistate le forze, le donne riescono a riappropriarsi della loro dignità guadagnandosi autonomamente qualche piccola entrata per il loro mantenimento.
Per il futuro, l’Oratorio di San Giacomo e il Centro Kitumaini hanno grandi progetti. Sognano un dottore che visita a domicilio le vittime e un campo nuovo per far sì che tutte abbiano da lavorare. Tra i sogni e la realtà, c’è solo la mancanza di fondi.


World march of women|action in Bukavu

marzo 8, 2010

action in Bukavu

Oggi le donne violentate delle associazioni che sosteniamo e quelle del microcredito stanno marciando al fianco di altre donne di associazioni internazionali

obbiettivi della marcia

  • pace e demilitarizzazione
  • il testo dei diritti in favore delle donne
  • la carta mondiale delle donne per l’umanità

Donne violentate_storie di rinascita

gennaio 2, 2010


Ultime notizie

novembre 18, 2009

Queste sono le ultime notizie giunte dai nostri amici a Bukavu :

Una donna di Kavumu è stata violentata, ma l’ha tenuto nascosto al marito. Dopo il terzo aborto il marito l’ha cacciata di casa. Ha ammesso che è stata violentata ed è andata dall’associazione di Kavumu. Fortunatamente una delle donne che è stata curata ed ora sta bene e può lavorare grazie agli aiuti ricevuti dal Centro Kitumaini e dall’ssociazione l’ha accolta a casa sua.

Madre e figlia 14enne sono state violentate e il padre ferito a fucilate. Nella fuga dal villaggio alla città il padre è morto. La madre è tornata al villaggio per seppellirlo e la figlia ha proseguito verso Bukavu ed è andata direttamente al centro Kitumaini per chiedere aiuto.

A fronte delle grandi necessità di cure per le donne, stanno pensando di organizzarsi per poter provvedere alle cure di base al centro Malkia Wa Amani. Tutte le donne al momento vengono portate all’ospedale di Panzi, che resta al momento l’unico a poter fare gli intervento (gratuti), ma che a fronte di numerose richieste, ha tempi d’attesa molto lunghi. Si riesce a provvedere ai casi più urgenti ma poi i pazienti non vengono seguiti nelle fasi successive. La proposta è di attrezzarsi per le prime visite e le medicazioni al Malkia Wa Amani e visite di controllo successive da parte di persone del gruppo. Proprio per questo necessitano di acquistare medicinali.

Come potete leggere, i casi di violenze continuano ad esserci ma è davvero incredibile come il centro Kitumaini e Malkia Wa Amani  stanno diventando sempre più un punto di riferimento per le persone, soprattutto, donne del posto. E’ inoltre importantissimo come tutti quanti cerchino di provvedere e collaborare nelle varie vicissitudini che si presentano giornalmente. Questo è davvero un sintomo di unione e speranza!!!


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