Ogni volta che mi domandano di dire qualcosa sul progetto PPA, non so cosa dire oppure ho troppo da dire. Cominciare dalla storia del PPA iniziato con 20 bimbi e che ora ne ha più di cento? Parlare dei ragazzi e degli adulti che si donano a cuore aperto per aiutare questi bambini a essere utili alla loro società? Parlare dei bambini stessi? Parlare di questo o di quello? Tutto è buono per parlarne
Dato che sono con Lwekya Kindo, uno dei ragazzi del PPA, pongo la domanda a lui:
Testimonianza di Lwekya Kindo (adolescente rimasto orfano da bambino e sostenuto da una famiglia congolese grazie al PPA) – “C’è molto da dire, devo ringraziare il Signore, perché avevo iniziato la scuola normalmente come tutti i bambini di famiglie stabili, ma in terza elementare, le cose sono andate male e rimasto orfano, non sapevo più cosa fare, il mio posto non era più a scuola ma nella strada, in quanto venivo espulso ogni giorno perché non pagavo le rette scolastiche e nessuno si occupava né si preoccupava per me. Ma da quando è intervenuto il PPA, non penso più che sono solo e che ho perso i miei. Sa, gli amici a scuola hanno entrambi i genitori e vengono espulsi perché non pagano le rette o non hanno il materiale scolastico; ma per quanto mi riguarda, questo non è più un problema. Quando ero bambino, in terza, quarta e quinta elementare, non immaginavo la grandezza e la grazia che avevo ricevuto di appartenere al PPA, ma oggi che sono in terza superiore, non riesco ancora a crederci e mi mancano le parole per ringraziare e rendere gloria a Dio perché non so cos’ho fatto per meritare tutto ciò che il PPA ha fatto per me. Non potrò mai ringraziare abbastanza e fare un favore alla PPA paragonabile con ciò che ottengo, ma so che Dio ricompenserà tutti gli amici italiani per tutto quello che fanno per noi. Anche la famiglia -che fa parte del PPA- e dove vivo con il mio fratellino se continua a sostenerci, a darci un alloggio è perché sanno che ci sono delle persone in buona fede che si occupano di noi, della nostra scolarità, delle cure mediche ecc., sennò non ce la farebbero.
Grazie al PPA, non ci sentiamo orfani né spaesati, siamo integrati sia a scuola che nel quartiere con gli amici. Le parole non bastano per esprimere ciò che provo!
Grazie per le vostre azioni umanitarie, grazie a voi, noi possiamo studiare come gli altri bambini. Che Dio vi benedica…”
Pierre Lokeka: -“Personalmente, posso solo aggiungere che l’azione che stiamo facendo, penso sia l’azione che ci raccomanda il nostro Gesù, di amarci gli uni gli altri, non c’è amore più grande della vostra testimonianza di aiutare qualcuno che non sia tuo fratello carnale, né appartenga al tuo territorio o alla tua tribù. Credo stiamo creando un mondo giusto, un mondo più umano, dando un’opportunità a tutti.
Ci sono quei ragazzi del PPA che adesso sono cresciuti e sono alle superiori, bisogna vedere la grandezza dell’amore che hanno nei confronti degli altri bambini del PPA, l’educazione e la gentilezza che dimostrano. Invece prima erano selvaggi, bambini di strada, ora si comportano con responsabilità. A volte, lo faccio apposta: dò loro i soldi per pagare la scuola e il giorno dopo il ragazzo torna da me per farmi vedere la ricevuta dell’avvenuto pagamento. Mandi un ragazzo a trovare un bambino per conoscere il suo problema e il giorno dopo ti viene a informare. Fanno tutto ciò senza reticenza, anzi lo fanno con amore e questo mi rende fiero e orgoglioso anche per il fatto che stiamo facendo del bene non solo a questi bambini ma anche alla nazione congolese e all’intera umanità.
Per i giovani che costruiscono oggetti da vendere per Natale, mettetevi in testa che non costruite semplicemente“cose” da vendere, ma state costruendo un mondo più umano attraverso bambini abbandonati all’oscurità che voi riportate alla luce. Siccome si dice che “non c’è miglior investimento che investire nella scolarizzazione dei bambini”, l’avvenire è nelle mani di questi bambini che oggi formiamo.
Per le persone che acquistano oggetti venduti, non acquistano semplicemente degli oggetti, ma il loro denaro serve a dare una via di uscita a quei bambini che si trovano in un abisso o in una piramide.
E per tutte quelle persone che si danno anima e corpo per la vendita, la sensibilizzazione e l’adozione di questi bambini, diciamo come dice la Bibbia che siete dei Beati in quanto vi occupate di coloro i quali sono nel bisogno. Ricordatevi della Beatitudine nella Bibbia.
Un ringraziamento va ai genitori che decidono di adottare questi bambini, in quanto ridonate loro l’affetto famigliare che credevano aver perso. Questi bimbi non sono più orfani, ma hanno dei genitori, delle sorelle, dei fratelli che siete voi per loro.
La sensibilità che dimostrate ogni volta che vi si presenta il caso di un bambini ammalato o in difficoltà, il modo in cui Elisa ci formula le sue domande con grande interesse, dimostra che i problemi di questi bambini vi coinvolgono.
Per Maria Teresa Dall’Osso, Don Beppe, gli insegnanti del liceo e gli amici di Dan Giacomo, non abbiamo le parole per ringraziarvi per il vostro lavoro educativo con gli alunni del Liceo per portare a buon fine questo progetto del PPA. Sappiate che siete un Buon esempio per noi e che siete più utili di quanto possiate immaginare per questo mondo e che grazie a voi, siamo considerati come esseri umani. In poche parole, voi portate la Parola di Dio attraverso le vostre azioni.
Grazie a tutti e insieme siamo più che vincitori.
Pierre LOKEKA – Coordinatore Centro Kitumaini
Traduzione a cura della VC Scientifico e della prof. Dina Rossi.