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È di almeno 11 combattenti uccisi il bilancio dell’ultimo attacco sferrato dalle truppe di coalizione congo-ruandesi contro le Forze per la democrazia e la liberazione del Ruanda (Fdlr) in due località nei pressi di Walikale. Secondo il capitano Olivier Hamuli, portavoce della coalizione, i soldati avrebberocatturato inoltre diversi combattenti e sequestrato mezzi e munizioni. I campi di battaglia in cui l’esercito e i ribelli si sono affrontati sono quelli di Mbakimbaku e Lukaraba, e al termine dei combattimenti i militari sono entrati in possesso di un’importante base logistica delle Fdlr a Lusamambo. Intanto, sono almeno 400 i civili ruandesi candidati al rimpatrio volontario che attendono da circa una settimana di rientrare nel loro paese. La metà di questi è stata identificata a Hombo, sud-ovest di Walikale, mentre altri 200 circa si trovavano nella vicina località di Busurungu. In un comunicato diffuso oggi tuttavia, le Fdlr accusano la missione delle Nazioni unite in Congo (Monuc) “di aver partecipato al raid aereo della coalizione, il 12 febbraio 2009 sulla loclaità di Gashebere, nel Nord Kivu” che avrebbe causato due feriti e centinaia di sfollati. “Sono dichiarazioni completamente false” ha detto alla MISNA il portavoce della Monuc, Madnodje Mounoubai, precisando che “dall’inizio dell’offensiva e fino a questo momento la missione non ha partecipato in alcun modo alle operazioni contro le Fdlr”. Dall’inizio dell’offensiva, il 20 gennaio scorso, circa 1000 combattenti e 3500 civili ruandesi sono stati rimpatriati in Ruanda dalle principali località in cui sono in corso le operazioni: Walikale, Kanyabayonga, Nyamilima e Pinga.
[AdL]
Pubblicato da imolabukavu 
