La cioccolata a te, l’istruzione a me!

febbraio 27, 2012

Torna anche quest’anno l’iniziativa “Un uovo pieno di speranza”

La cioccolata a te, l'istruzione a me!

L’iniziativa è promossa dall’Oratorio di San Giacomo in collaborazione con i licei “Rambaldi-Valeriani” e A. Da Imola ed è dedicata alla raccolta di fondi per sostenere il Progetto di Adozioni Scolastiche a Bukavu.

Con l’acquisto di un uovo di Pasqua si aderisce all’iniziativa!

L’adozione a distanza di un bambino copre la retta scolastica, l’acquisto dei libri e del materiale scolastico, l’acquisto di indumenti decorosi necessari per essere ammessi a scuola ed infine un fondo sanitario che garantisce le cure mediche, spesso indispensabili poiché molti bambini in Congo sono affetti da malaria.
Per evitare che le famiglie destinino i soldi ad altre finalità, i contributi non sono consegnati direttamente a esse, ma sono affidati all’associazione “Les Amis de Don Beppe” di Bukavu, con cui l’Oratorio di San Giacomo collabora da anni. I membri de “Les Amis de Don Beppe”, in gran parte giovani lavoratori e universitari, assistono singolarmente e gratuitamente ogni bambino adottato, garantendo che frequenti regolarmente le lezioni, preoccupandosi del rendimento scolastico e della sua crescita umana, prendendosi cura della sua salute e della condizione in cui versa la sua famiglia. Un estremo ed impegnativo gesto di generosità che nasce dallo stupore della generosità insperata ed inattesa dei benefattori italiani.

Fino ad oggi, i fondi raccolti anche grazie ad altre iniziative degli studenti dei Licei imolesi e ad adozioni di privati, hanno permesso di adottare 120 bambini che frequentano le elementari e le medie inferiori.

Per informazioni:  Roberta 347 5504349

Un ringraziamento particolare ad Agnese Baruzzi, la bravissima illustratrice che ha realizzato i biglietti per le uova.


PPA | Uova di Pasqua

febbraio 21, 2010

…………anche quest’anno tornano le uova di Pasqua!

il costo è di 8euro e il ricavato sarà interamente devoluto all’adozione scolastica dei nostri 116 bambini.

Il progetto PPA, in collaborazione con il Polo Liceale di Imola e l’Associazione S. Giacomo ha l’obbiettivo di sostenere agli studi bambini che altrimenti non avrebbero accesso all’istruzione. Nella Repubblica Democratica del Congo la scuola è privata, pertanto chi non può permettersela non vi accede.

Anche la sanità è privata, per questo da diversi anni abbiamo associato al sostegno all’istruzione anche una tessera sanitaria con la quale i bambini hanno accesso a cure gratuite.


Landry e la rete…epilogo

gennaio 7, 2010

ricordate la storia di Landry, il bimbo del PPA che si è ustionato gravemente?

il pacco dei medicinali forniti dall’Ospedale di Cesena, reparto gravi ustionati, grazie alla sensibilità del Primario e dei suoi collaboratori che si sono presi a cuore la nostra storia, è arrivato a Bukavu  :)

Le condizioni di Landry sono migliorate: ha iniziato a camminare e i le ustioni sul viso si sono cicatrizzate. Le ferite su collo e torace sono in via di guarigione.

Padre Giovanni Querzani, Saveriano a Bukavu, ci ha fornito la sua casella di posta e si è assicurato che il pacco fosse recapitato a Pierre che poi l’ha portato a Landry.

Un grazie a tutta la rete

in ordine di apparizione: Pierre (Bukavu), noi (Imola),  Aldo (Bologna), Beatrice (San Marino), Primario Ospedale reparto gravi ustioni (Cesena), Padre Querzani (Brisighella – Bukavu), Pierre (Bukavu)

E’ incredibilmente bello pensare come si possano attivare persone così distanti per un obbiettivo comune


1E e 1C Liceo scientifico Rambaldi-Valeriani

gennaio 5, 2010

- Se ognuno di noi nel nostro piccolo interiore fà un passo, una conquista, poi si muoverà qualcosa come un effetto di tante mani che si stringono, e che, partendo dall’ io percorrono una strada insieme -

Oggi scrivendovi mi viene da pensare a questa frase, che spesso si dice, e che, posso dire è  realtà. Partendo dalla mia, e nostra, esperienza di realizzare il percorso Bukavu, nata dalla conoscenza, e dall’ aver adottato un bimbo come segno tangibile di aiuto, si è poi arrivati con una serie di incontri e presentazioni nelle scuole, a cercare di sensibilizzare altri ragazzi con la speranza di portare avanti il progetto, che riteniamo formativo e forte, da ambo i lati – dentro e fuori di noi -

Abbiamo incontrato ragazzi e ragazze entusiaste di partecipare intensamente al percorso di unione Imola – Bukavu, che si potrebbe anche estendere Africa  – Europa. Cosi due classi prime - 1°E e 1°C Liceo Scientifico -  hanno deciso, con un gesto molto significativo e forte, di adottare anche loro altri due bimbi. Questo è la dimostrazione che, se mossi da sincerità e amore, da cosa nasce cosa; portando a una serie di gesti su gesti che non possono altro che spostare il problema sempre più verso una sua risoluzione, e in concreto,ad un aiuto, oggi, di tale valore da far fatica a descriverlo.

Queste giovani classi compiendo questo gesto hanno ascoltato l’ entusiasmo del cuore e so per certo che col passare della loro crescita ne renderà a loro in termini di cosapevolezza e crescita spirituale. E per le loro vite. Come uomini e come donne.

Da una piccola cosa ne è nata un’ altra piccola, in silenzio, proprio come cerchi nell acqua che si ricreano,all’ infinito. Da qui sino a li.

1C_Liceo scientifico Rambaldi-Valeriani

1E_Liceo scientifico Rambaldi-Valeriani


Lettera di Pierre per i mercatini di Natale

dicembre 11, 2009

Ogni volta che mi domandano di dire qualcosa sul progetto PPA, non so cosa dire oppure ho troppo da dire. Cominciare dalla storia del PPA iniziato con 20 bimbi e che ora ne ha più di cento? Parlare dei ragazzi e degli adulti che si donano a cuore aperto per aiutare questi bambini a essere utili alla loro società? Parlare dei bambini stessi? Parlare di questo o di quello? Tutto è buono per parlarne

Dato che sono con Lwekya Kindo, uno dei ragazzi del PPA, pongo la domanda a lui:

Testimonianza di Lwekya Kindo (adolescente rimasto orfano da bambino e sostenuto da una famiglia congolese grazie al PPA) – “C’è molto da dire, devo ringraziare il Signore, perché avevo iniziato la scuola normalmente come tutti i bambini di famiglie stabili, ma in terza elementare, le cose sono andate male e rimasto orfano, non sapevo più cosa fare, il mio posto non era più a scuola ma nella strada, in quanto venivo espulso ogni giorno perché non pagavo le rette scolastiche e nessuno si occupava né si preoccupava per me. Ma da quando è intervenuto il PPA, non penso più che sono solo e che ho perso i miei. Sa, gli amici a scuola hanno entrambi i genitori e vengono espulsi perché non pagano le rette o non hanno il materiale scolastico; ma per quanto mi riguarda, questo non è più un problema. Quando ero bambino, in terza, quarta e quinta elementare, non immaginavo la grandezza e la grazia che avevo ricevuto di appartenere al PPA, ma oggi che sono in terza superiore, non riesco ancora a crederci e mi mancano le parole per ringraziare e rendere gloria a Dio perché non so cos’ho fatto per meritare tutto ciò che il PPA ha fatto per me. Non potrò mai ringraziare abbastanza e fare un favore alla PPA paragonabile con ciò che ottengo, ma so che Dio ricompenserà tutti gli amici italiani per tutto quello che fanno per noi. Anche la famiglia -che fa parte del PPA- e dove vivo con il mio fratellino se continua a sostenerci, a darci un alloggio è perché sanno che ci sono delle persone in buona fede che si occupano di noi, della nostra scolarità, delle cure mediche ecc., sennò non ce la farebbero.

Grazie al PPA, non ci sentiamo orfani né spaesati, siamo integrati sia a scuola che nel quartiere con gli amici.  Le parole non bastano per esprimere ciò che provo!

Grazie per le vostre azioni umanitarie, grazie a voi, noi possiamo studiare come gli altri bambini. Che Dio vi benedica…”

Pierre Lokeka: -“Personalmente, posso solo aggiungere che l’azione che stiamo facendo, penso sia l’azione che ci raccomanda il nostro Gesù, di amarci gli uni gli altri, non c’è amore più grande della vostra testimonianza di aiutare qualcuno che non sia tuo fratello carnale, né appartenga al tuo territorio o alla tua tribù. Credo stiamo creando un mondo giusto, un mondo più umano, dando un’opportunità a tutti.

Ci sono quei ragazzi del PPA che adesso sono cresciuti e sono alle superiori, bisogna vedere la grandezza dell’amore che hanno nei confronti degli altri bambini del PPA, l’educazione e la gentilezza che dimostrano. Invece prima erano selvaggi, bambini di strada, ora si comportano con responsabilità. A volte, lo faccio apposta: dò loro i soldi per pagare la scuola e il giorno dopo il ragazzo torna da me per farmi vedere la ricevuta dell’avvenuto pagamento. Mandi un ragazzo a trovare un bambino per conoscere il suo problema e il giorno dopo ti viene a informare. Fanno tutto ciò senza reticenza, anzi lo fanno con amore e questo mi rende fiero e orgoglioso anche per il fatto che stiamo facendo del bene non solo a questi bambini ma anche alla nazione congolese e all’intera umanità.

Per i giovani che costruiscono oggetti da vendere per Natale, mettetevi in testa che non costruite semplicemente“cose” da vendere, ma state costruendo un mondo più umano attraverso bambini abbandonati all’oscurità che voi riportate alla luce. Siccome si dice che “non c’è miglior investimento che investire nella scolarizzazione dei bambini”, l’avvenire è nelle mani di questi bambini che oggi formiamo.

Per le persone che acquistano oggetti venduti, non acquistano semplicemente degli oggetti, ma il loro denaro serve a dare una via di uscita a quei bambini che si trovano in un abisso o in una piramide.

E per tutte quelle persone che si danno anima e corpo per la vendita, la sensibilizzazione e l’adozione di questi bambini, diciamo come dice la Bibbia che siete dei Beati in quanto vi occupate di coloro i quali sono nel bisogno. Ricordatevi della Beatitudine  nella Bibbia.

Un ringraziamento va ai genitori che decidono di adottare questi bambini, in quanto ridonate loro l’affetto famigliare che credevano aver perso. Questi bimbi non sono più orfani, ma hanno dei genitori, delle sorelle, dei fratelli che siete voi per loro.

La sensibilità che dimostrate ogni volta che vi si presenta il caso di un bambini ammalato o in difficoltà, il modo in cui Elisa ci formula le sue domande con grande interesse, dimostra che  i problemi di questi bambini vi coinvolgono.

Per Maria Teresa Dall’Osso, Don Beppe, gli insegnanti del liceo e gli amici di Dan Giacomo, non  abbiamo le parole per ringraziarvi per il vostro lavoro educativo con gli alunni del Liceo per portare a buon fine questo progetto del PPA. Sappiate che siete un Buon esempio per noi e che siete più utili di quanto possiate immaginare per questo mondo e che grazie a voi, siamo considerati come esseri umani. In poche parole, voi portate la Parola di Dio attraverso le vostre azioni.

Grazie a tutti e insieme siamo più che vincitori.

Pierre LOKEKA – Coordinatore Centro Kitumaini

Traduzione a cura della VC Scientifico e della prof. Dina Rossi.


Landry e la rete

novembre 15, 2009

…il seguito alla domanda aperta lanciata sul blog poco più di una settimana fa per vedere come fare a contribuire ad aiutare Pierre e i ragazzi a reperire medicinali per Landry

dall’inizio

la richiesta di aiuto è partita da Pierre (Bukavu)

è arrivata a noi (Imola) che l’abbiamo trasferita sul blog e diffusa via mail

Aldo (Bologna) ha letto la richiesta e ha suggerito di chiedere aiuto al centro ustioni di Cesena

Beatrice (San Marino) che lavora all’Ospedale di Cesena è andata a parlare con il primario del reparto ustioni

che è stato disponibilissimo e, dopo aver visto le immagini di Landry e valutato la gravità delle sue ustioni

ha suggerito le cure più appropriate e, proprio oggi, ha comunicato a Beatrice, tramite la caposala,

che è pronto in ospedale un pacco con le medicine

la fortuna vuole che Padre Querzani, Missionario a Bukavu, venga in Italia in questi giorni per accompagnare un confratello

coglieremo l’occasione per chiedergli di portare con sè il pacco al suo ritorno

mi sembra una cosa straordinaria!


incontro con i ragazzi dei licei di Imola

novembre 4, 2009

La settimana scorsa sono iniziati gli incontri con i ragazzi del polo liceale di Imola.

Sono momenti importanti per far conoscere la realtà di Bukavu e appassionare gli studenti che durante il corso dell’anno sono coinvolti direttamente nelle attività per finanziare il progetto PPA (progetto di adozioni scolastiche a distanza).

sono al liceo classico e approfitto della connessione internet e della pausa tra un una classe e l’altra per raccontarvi l’incontro appena finito.

classe IVB, ragazzi con sguardi vivaci

gli racconto di bukavu, in particolare delle persone che abbiamo incontrato,

gli chiedo se hanno partecipato ai calendari e gli racconto di quando sono stata la prima volta a bukavu, nel 2005

di quanto è stato importante il calendario per spiegare alle scuole che il progetto è portato avanti grazie a ragazzi di Imola che si danno da fare, dedicano il loro tempo ad un progetto in cui credono, ci mettono il cuore.

Grazie ai calendari noi stessi, viaggiatori occidentali, ci siamo trasformati in persone agli occhi di quegli insegnanti.

alla fine dell’incontro ho chiesto se qualcuno aveva domande, e un ragazzo me ne ha fatta una:

“Cosa posso fare  ora per questo progetto?”

Non nascondo che mi ha fatto un immenso piacere


Landry_aggiornamenti

ottobre 25, 2009

ho sentito al telefono Pierre e il padre di Landry

la situazione migliora, Landry ha ripreso a mangiare e parlare. Pierre e i ragazzi del PPA di Bukavu si stanno dando il cambio per cercare di fargli visita almeno una volta al giorno

Oltre a questo si stanno dando da fare per torvare medicinali specifici per le bruciature; i centri sanitari, compreso quello in cui è ricoverato Landry, hanno solo medicinali per le malattie più diffuse (es. malaria).

Forza!!!!


Forza Landry

ottobre 24, 2009

Landry, uno dei nosti bimbi, è attualmente in gravi condizioni a causa di bruciature estese a viso, testa e torace.

E’ ricoverato in un ospedale a 5km da Bagira, quartiere nel quale abita con i nonni. Pierre ci terrà informati sull’evoluzione delle sue condizioni

Forza Landry! Siamo con te

Landry


violenze contro i bambini accusati di stregoneria in congo

settembre 14, 2009

riporto un articolo scritto da www.fides.org sul fenomeno dei bambini accusati di stregoneria

per accedere all’articolo originale  clicca qui

E’ utile per capire quanto questa pratica non sia radicata nella cultura africana; ha infatti iniziato a diffondersi all’inizio degli annio ’90, in un clima di desolazione e  miseria. I bambini sono il caproespiatorio di tutta una serie di vicissitudini negative che le famiglie possono incontrare

“La Ong Save the Children ha denunciato l’abuso e la violenza che subiscono migliaia di bambini accusati di stregoneria nella Repubblica Democratica del Congo, un fenomeno partito agli inizi degli anni 90 nelle grandi città di questo paese.

Il rapporto ‘L’invenzione dei bambini stregoni nella Repubblica Democratica del Congo’, divulgato dall’Ong, riporta che sono stati accusati e perseguitati per stregoneria circa 70.000 bambini, la maggior parte nella capitale, Kinshasa.

La perdita dei valori tradizionali, il potere raggiunto da gruppi religiosi come la Chiesa del Risveglio, e il trauma di anni di guerre (con quattro milioni di morti e 1,6 milioni di rifugiati) hanno portato dei gruppi di persone a considerare alcuni bambini come una possibile ulteriore minaccia dalla quale difendersi.


Qualsiasi bambino un pò diverso dalla norma può essere accusato di stregoneria. Alcuni genitori accusano i propri figli per le morti di Aids o malaria, per la disoccupazione o per qualsiasi disastro naturale.


Cattiva salute, bassa statura, aspetto denutrito, sporcizia, epilessia, disordine, disobbedienza, maleducazione, nervosismo, incontinenza, sono caratteristiche che alcuni predicatori o familiari congolesi ritengono segnali inequivocabili di stregoneria. I principali accusatori sono i predicatori della Chiesa del Risveglio, gli stessi genitori o i vicini di casa.

Non esiste un profilo familiare ad alto rischio, il problema non predomina in nessun gruppo etnico specifico nè in nessuna classe sociale. Tra alcuni gruppi sociali, quando un bambino nasce con qualche disabillità si crede che la madre si sia comportata male, che abbia mangiato rifiuti o che lei stessa sia una strega e abbia lanciato un maleficio contro il bambino. I bambini disabili vengono emarginati dal principio e sono un peso per la famiglia.

I predicatori della Chiesa del Risveglio assicurano che la stregoneria è dannosa, porta cattiva sorte, propaga le malattie e provoca stragi.”

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